NO all’iniziativa del caos dell'UDC
In breve
Trump getta il mondo nel caos. Proprio ora, l’UDC vuole disdire gli accordi bilaterali con l’UE — e addirittura già se la Svizzera dovesse crescere solo del 4%. In questi tempi incerti, però, la Svizzera ha più che mai bisogno di relazioni stabili con l’Europa.
Allo stesso tempo, l’iniziativa è un attacco al potere d’acquisto della popolazione: le PMI esportatrici falliscono, i posti di lavoro vengono distrutti e, senza gli accordi bilaterali, viene meno anche la protezione dei salari — con conseguente diminuzione di salari e rendite.
Gli 1,5 milioni di cittadini e cittadine dell’UE che vivono qui verrebbero trattati come persone di seconda classe. Dovrebbero costantemente temere che i loro figli o partner vengano espulsi.
Abbiamo invece bisogno di rispetto per i nostri colleghi, amici e vicini. Solo insieme possiamo mandare avanti il Paese — nella cura, nell’edilizia, nella ristorazione.
Sei motivi per cui l’iniziativa getta la Svizzera nel caos:
- L’iniziativa impone la disdetta degli accordi bilaterali — già se la Svizzera cresce appena del 4%. Questo avverrebbe già nei prossimi anni. Ma in un’epoca segnata da guerre e incertezze, relazioni stabili con l’Europa sono più importanti che mai.
- L’iniziativa è un attacco al potere d’acquisto: le PMI esportatrici falliscono per-ché senza gli accordi bilaterali perdono l’accesso al loro principale mercato. I po-sti di lavoro vengono distrutti. Si verificano licenziamenti e caos. Senza protezio-ne dei salari, diminuiscono anche salari e rendite.
- L’iniziativa separa le famiglie: oltre 1,5 milioni di cittadini UE vivono e lavora-no in Svizzera. L’iniziativa crea per loro un’enorme incertezza. Devono sempre temere che i loro figli o partner vengano espulsi. Il motivo: l’iniziativa chiede di limitare il ricongiungimento familiare per i cittadini e le cittadine UE.
- L’iniziativa porta al caos nella sanità: già oggi mancano migliaia di infermieri e medici. Senza personale qualificato dall’estero, il nostro sistema sanitario crolla. Gli ospedali regionali devono chiudere. Le persone anziane nelle case di cura non possono più essere assistite adeguatamente. Dove il servizio può ancora essere garantito, la pressione sul personale aumenta drasticamente.
- L’iniziativa favorisce lo sfruttamento del lavoro: senza ricongiungimento fa-miliare, un’infermiera dall’Italia non potrebbe più portare sua figlia in Svizzera. Allo stesso tempo, verrebbe meno la protezione dei salari. I lavoratori e le lavora-trici migranti verrebbero privati dei loro diritti e nuovamente sfruttati come sta-gionali.
- L’iniziativa abolisce completamente il diritto d’asilo: vuole disdire importanti convenzioni sui diritti umani. Toglie ai rifugiati di guerra – in particolare a donne e bambini – l’ultima speranza di poter un giorno vivere al sicuro con le proprie famiglie nel nostro Paese.
Perché l’iniziativa porterebbe già tra pochi anni alla fine della via bilaterale – e non solo in un futuro lontano
A partire da 9,5 milioni di abitanti – quindi già tra 4 o 5 anni – l’iniziativa obbliga il Consiglio federale e il Parlamento a limitare il ricongiungimento familiare per i cittadini e le cittadine dell’UE. I figli o i partner dei cittadini UE che lavorano in Svizzera non potrebbero più vivere qui. Questo viola la libera circolazione delle persone e quindi uno dei pilastri fondamentali degli attuali accordi bilaterali. L’“iniziativa del caos” ci costringerebbe già tra pochi anni a disdire unilateralmente tutti gli accordi bilaterali. Le nostre relazioni con l’Europa ne risulterebbero distrutte.