Le delegate e i delegati del PS Svizzero hanno adottato oggi, durante il Congresso a Bienne, il documento programmatico «Porre fine agli affitti abusivi, orientare il settore immobiliare verso l’interesse generale». Per il PS, la crisi dell’alloggio non è un fenomeno naturale, ma la conseguenza di una politica che rifiuta di affrontare i problemi: in molte regioni gli affitti sono aumentati in modo illegale, mentre avrebbero dovuto diminuire a causa della fase di bassi tassi d’interesse. È necessario introdurre controlli sistematici sugli affitti, migliorare la trasparenza e aumentare in modo significativo l’offerta di alloggi accessibili e di utilità pubblica.
«Uno studio mostra che oggi gli inquilini pagano in media circa 370 franchi di troppo ogni mese, ovvero più di 10 miliardi di franchi all’anno», spiega il consigliere nazionale socialista Christian Dandrès (GE). «Si tratta di una redistribuzione massiccia e illegale dalle economie domestiche verso il settore immobiliare, di un attacco diretto al potere d’acquisto e di una catastrofe economica.»
Solo pochi giorni fa, il Consiglio federale ha inoltre avviato la consultazione su una modifica d’ordinanza volta ad aumentare il rendimento netto ammissibile nel diritto di locazione: un’ulteriore misura a favore della lobby immobiliare e a scapito degli inquilini.
Nel suo documento programmatico, il PS fissa priorità chiare. In primo luogo, occorre lottare efficacemente contro gli affitti abusivi, con controlli automatici e regolari, l’obbligo di dichiarare il canone precedente in tutta la Svizzera, l’inversione dell’onere della prova per gli affitti iniziali e sanzioni in caso di violazioni ripetute della legge. In secondo luogo, il PS vuole sviluppare in modo coerente l’edilizia di utilità pubblica — attraverso una politica fondiaria attiva, strumenti federali rafforzati, come il fondo di rotazione, e direttive di pianificazione territoriale per alloggi accessibili e adatti anche alle persone con disabilità. Inoltre, il PS chiede regole efficaci contro l’uso improprio delle abitazioni, ad esempio tramite Airbnb o appartamenti aziendali.
Rafforzare la democrazia e la coesione
Oltre alle discussioni sul documento programmatico, sono intervenuti davanti alle delegate e ai delegati, tra gli altri, il Copresidente del PS Svizzero Cédric Wermuth e il Consigliere federale Beat Jans. Cédric Wermuth ha messo in guardia dai pericoli di una politica che distoglie l’attenzione dai problemi reali mettendo le persone le une contro le altre. «È fondamentale rafforzare la democrazia e la coesione», ha dichiarato. «Con un servizio pubblico mediatico forte e indipendente, regole chiare per le imprese e una politica di uguaglianza che si concretizzi nella vita quotidiana, ad esempio con l’imposizione individuale.»
Durante il Congresso, le delegate e i delegati hanno inoltre adottato risoluzioni a favore della coesione sociale in Svizzera e di una politica di pace attiva all’estero. Il PS chiede una lotta determinata contro l’antisemitismo, il razzismo anti-musulmano e la violenza di genere, nonché un rafforzamento della libertà religiosa e dell’uguaglianza.
Allo stesso tempo, esige una posizione chiara a favore del diritto internazionale e della protezione della popolazione civile, anche nelle regioni in crisi, come la Siria e l’Iran.

